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Per il presidente di Confcommercio β€œil commercio italiano continua a dimostrare una straordinaria capacitΓ  di trasformarsi ed essere competitivo, ma serve una scelta politica di fondo”.

β€œSul tema del commercio, che resta il Dna del nostro essere e fare rappresentanza, il pluralismo distributivo Γ¨ la cifra distintiva della nostra politica associativa, che fa convivere la piccola, la media e la grande distribuzione”. CosΓ¬ il presidente confederale, Carlo Sangalli, ha aperto il suo intervento in occasione della presentazione del primo rapporto Confcommercio sul commercio in Italia, aggiungendo poi che β€œle nostre imprese interpretano l’economia diffusa, l’innovazione e la responsabilitΓ , creando comunitΓ  e lavoro di qualità”.
E proprio sul tema della qualitΓ  del lavoro Confcommercio si Γ¨ impegnata a fondo, insieme alle altre parti sociali realmente rappresentative, β€œcontro il dumping contrattuale, che riduce la qualitΓ  dell’occupazione e, di conseguenza, frena la crescita”. Un tema decisivo quest’ultimo, che β€œrichiede alle imprese una capacitΓ  di adattamento sempre maggiore. Eppure il commercio italiano – ha proseguito Sangalli - continua a dimostrare una straordinaria capacitΓ  di trasformarsi ed essere competitivo in termini di fatturato e di produttività”.
Tra il 2018 e il 2025, come evidenzia il rapporto, β€œle aziende commerciali hanno reagito ai cambiamenti e li hanno affrontati con responsabilitΓ  e capacitΓ  imprenditoriale: hanno investito, si sono riorganizzate e hanno innovato”. Certo, non Γ¨ tutto rose e fiori visto β€œil grande problema della desertificazione commerciale” che β€œnon Γ¨ soltanto un dato economico, pur importante. È un aspetto che incide sulla qualitΓ  della vita delle persone. PerchΓ© dove c’è il terziario di mercato, c’è vivibilitΓ  diffusa, sicurezza, relazioni sociali”.
Come organizzazione di rappresentanza, ha detto ancora il presidente di Confcommercio, β€œabbiamo una responsabilitΓ  aggiuntiva: tradurre gli interessi delle nostre imprese in interessi collettivi, nell’idea di cittΓ  come β€˜bene comune’”. Le imprese del commercio e del terziario di mercato sono β€œuna realtΓ  economica trasversale, in stretta connessione con la filiera turistica, dei servizi, dei trasporti. Sono imprese che contribuiscono a quello che chiamiamo β€˜Sense of Italy’, che unisce beni e servizi, manifattura e turismo, commercio e cultura, e che Γ¨ in fondo, quello che ci rende unici in un contesto in profondo mutamento”.
Tornando piΓΉ strettamente al commercio, il presidente confederale ha evidenziato che β€œi cambiamenti richiedono anche un mercato in cui tutti rispettino le stesse regole”, visto che illegalitΓ , abusivismo e contraffazione continuano a sottrarre enormi risorse all’economia legale (nel 2025 hanno arrecato al commercio e ai pubblici esercizi un danno di oltre 41 miliardi di euro, mettendo a rischio piΓΉ di 284 mila posti di lavoro regolari). Contrastarli significa difendere chi investe, chi lavora e chi rispetta le regole”.
β€œLe trasformazioni che abbiamo raccontato oggi – ha concluso Sangalli - richiedono politiche dedicate: meno burocrazia e provvedimenti fiscali equi che favoriscano gli investimenti in sostenibilitΓ  e innovazione. Occorrono interventi destinati alla crescita imprenditoriale della Gdo, degli esercizi commerciali specializzati e delle imprese di prossimitΓ . Insomma, Γ¨ importante un'Agenda Urbana che valorizzi il ruolo del terziario di mercato nelle cittΓ . In una parola, serve una scelta politica di fondo che consideri il commercio non come un settore tra gli altri, ma come una vera e propria infrastruttura economica e sociale del Paese”.

 

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